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Nella storia dell’incarnazione si vuole riproporre la storia del nostro paese e della nostra gente per tramandare, specialmente ai più giovani, la nostra cultura e sottolineare che Gesù Cristo si è incarnato e continua ad incarnarsi per ogni uomo di ogni tempo ed in ogni luogo. Farà da sfondo la caratteristica cornice del paese vecchio, arricchito dai vivaci colori dei costumi tradizionali, nonché, delle tipiche scene degli antichi mestieri artigianali.
Il Presepe vivente di Bagaladi è la rappresentazione della nascita di Gesù Bambino in uno spaccato della vita contadina che si svolgeva a Bagaladi nel periodo compreso tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento. Fanno da cornice all’elemento principale della natività scene di vita quotidiana che si svolgevano in quel periodo, evitando qualunque finzione, e riutilizzando gli strumenti e gli attrezzi dell’epoca. Il presepe vivente diventa così un’occasione per mettere in mostra una cultura oramai abbondantemente superata ma di cui spesso si ha la memoria attraverso i ricordi degli anziani o i detti di uso comune.
La manifestazione nasce nel 1997 dalla collaborazione appassionata dell’allora prete della parrocchia don Mimmo Cartella e un gruppo di parrocchiani che hanno costruito sul sagrato della Chiesa parrocchiale una capanna per ospitare la scena della Natività la notte del 24 Dicembre. L’anno successivo, alla capanna, fanno da cornice le ambientazioni delle scene di vita quotidiana dislocate nelle case del centro storico con un percorso unidirezionale che collega Piazza Pannuti al sagrato della Chiesa Parrocchiale.
Nelle successive edizioni viene mantenuto sempre lo stesso impianto anche se il percorso viene allungato facendovi rientrare anche il vicino torrente Zervo. L’edizione di quest’anno prevede una rivisitazione del percorso con partenza da piazza Libertà e l’aumento del numero dei mestieri con la divisione dei mestieri all’aperto collocati lungo il torrente e i mestieri domestici collocati all’interno delle abitazioni del centro storico. Il presepe è stato sostenuto sempre dalla collaborazione volontaria di gruppi di persone, secondo le capacità di ognuno, che dal 9 Novembre al 24 Dicembre lavoravano alacremente nei ritagli di tempo che ad ognuno lasciava il proprio lavoro ed in particolare nelle ore notturne per approntare le scene. |
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